IL CIBO E’ IL MIO “NEMINCUBO”

Prepariamo la sera prima il pancake con albume ed avena o al volo cappuccio e brioches al bar? Dove sta il giusto e sbagliato nello stile di vita che scegliamo/ci imponiamo/seguiamo? 

Pur essendo, il nostro, un settore legato prettamente all’attività fisica, dedichiamo moltissimo tempo alla cultura ed informazione inerente l’alimentazione.

In maniera sempre più patologica parte il loop mentale (e la cattiva informazione data dall’abuso di internet e, alcuni, social e trainer fuorvianti) della privazione di certi alimenti ed il tipico pensiero “ormai ho sgarrato, continuo tanto ho rovinato tutto”.

Siamo dei giudici troppo severi o persone poco consapevoli? Perché per uno snack in più ci attanagliamo nel disprezzo di noi stessi, arrivando ad affamare per prima la nostra stessa mente che chiede solo il giusto rispetto ed equilibrio tra PIACERE e SALUTE.

E’ ora di iscriversi in palestra perchè il Natale è stato troppo calorico e ricorriamo ai ripari compensando con sedute extra di qualsiasi attività fisica? Bene, ma non benissimo. Nascondere un dubbio di fondo sotto il tappeto (anzi tappetino o tatami) non lo risolve.

Alleniamoci, parliamo con un nutrizionista e chiediamo un piano alimentare sostenibile che si abbini ad un workout mirato. Ok, già fatto? Allora ci manca un pezzo, un bene più profondo che parte dall’ascolto di noi stessi e non dall’auto inganno nella nostra mente. Apriamoci al cambiamento, dilatiamo la ragione stimolandola nell’infonderci energia e fiducia, via inutili pesi (sono validi solo bilancieri e manubri!).